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Mediterranea | November 15, 2018

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Il mito nella cultura mediterranea - Mediterranea

Il mito nella cultura mediterranea
Gianmarco Murru

L’idea del numero sul mito deriva da tanti spunti, attuali e inattuali, se vogliamo. Il mito è sempre stato uno “strumento” potente di racconto delle verità universali, anche un potente mezzo di controllo del sapere e delle coscienze. Se pensiamo al medioevo, i miti legati alla cosmogonia ad esempio erano interpretati solo dalle sapienti penne dei religiosi, dove il mondo aveva un unico significato.

Tutti i miti hanno il potere di unire, sono un collante sociale molto potente, esattamente come le religioni. Se pensiamo ai miti greci o romani, hanno tutte le caratteristiche universali a cui gli uomini possono ambire. Gli uomini, avvicinandosi ai miti, ambiscono a diventarlo loro stessi. Così nei vari personaggi storici, positivi e negativi come i nostri dittatori del novecento, recentemente tirati in ballo impunemente…Il mito odierno si è umanizzato, è diventato semplice racconto di gesta umane, molte volte poco onorevoli. Spesso non hanno nulla a che fare con i grandi interrogativi della vita. Forse le domande filosofiche oggi concernono più lo studio del Dna, o anche la ricerca della perfezione. La vita quotidiana è insopportabile al giorno d’oggi se non si è all’interno dei canoni decisi dalla società per essere considerati “perfetti”. Nonostante la “corruzione” del significato originario del mito, dove si raccontavano verità universali, e nonostante il fallimento dei miti positivi del 900, diciamo dopo il crepuscolo dell’occidente, c’è bisogno ancora di guardare i miti per riuscire a capire come poter vivere appieno la propria esistenza?

L'”io”, faticosamente venuto fuori dall’ultimo secolo, pare abbia bisogno di nuovo di riconoscersi in una comunità allargata. O detta in altro modo, nessuno può bastare a se stesso, c’è bisogno di credere in qualcosa che vada oltre i meccanismi quotidiani, ma soprattutto c’è bisogno di credere a verità che non cambino ad ogni telegiornale…

Abbiamo raccontato molte facce del mito, quelle positive della donna con Didone: il mito nella cultura araba nel pezzo di Meriem Dhouib. Il mito del lavoro, oggi purtroppo molto deprezzato nella società del denaro facile, nel bel pezzo di Giulia Palomba. Pensare che non molti anni fa si disprezzava chi si arricchiva senza lavorare duramente, quando il furto era la peggior accusa e la menzogna la peggior offesa. I miti cambiano con il cambiare dei valori comuni, ma il valore del lavoro per il rispetto di se stessi rimane sempre attuale. La colpa, diceva Pasolini, è della televisione che fa più danni della dittatura. La comunicazione, in genere, forma i valori sociali che ci ritroviamo. Cosa penserebbe oggi della rete?

Abbiamo parlato dei miti classici: Dea, Madre, Donna: miti ed origini del femminile, un grandioso affresco filosofico e psicologico di Claudio Basile; il mito del corpo con il grande pezzo di Carmen Bilotta Straniera nel suo corpo: breve viaggio nel mito dell’invisibilità. Il mito dell’Europa, che nasce molti secoli fa ai tempi di Augusto, nel fantastico saggio di Daniela Zini; il mito del fuoco nelle tradizioni sarde nel pezzo di Viviana Maxia. Il mito, e il relativo giro d’affari, della bellezza/magrezza nel pezzo di Alessandra Ghiani. Il mito della famiglia perfetta nel racconto tragicomico della brava Consuelo Melis. Non potevamo non citare i miti dell’avventura moderna, gli esploratori che hanno fatto sognare intere generazioni, che hanno aperto la strada a decine di moderni “viaggiatori”. I veri miti dell’avventura per il gusto dell’avventura, del limite della scoperta, persone come Ambrogio Fogar e Bernard Moitessier, nei due pezzi del nostro filosofo/marinaio Gaetano Cataldo. Anch’egli vittima della febbre del viaggio per mare! Il mito, quasi, del libro di carta, nel pezzo che dimostra la sua necessità eterna nel pezzo di Michela Becciu. Il mito, gli dei e la sublimazione degli eroi nel bel pezzo di Sandra Granata.

Ci siamo, come ogni volta immersi in un viaggio nelle nostre radici culturali. Il mito è stato una parte importante della crescita culturale e sociale dell’antichità. Oggi il mito è diventato mitizzazione, esagerazione e menzogna. Ci sono ancora i miti positivi, persone e valori a cui ispirarci, ma bisogna vedere con altri occhi…

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